Aprile, l’1, del primo anno D.C. (dopo covid). Crema. È passato del tempo dal primo incontro. Molti dei particolari di allora mi risultano ancora familiari. Le sensazioni, i ragionamenti e le emozioni che ne scaturirono sono vive e reali, ma sono cambiati così tanti calendari che accettarle ora è più facile. Mi hanno detto che scriverne mi aiuterà. Lo spero, perché non credo di aver superato tutto. Non mi turba pensare alla catena degli eventi, quanto più alla sostanza stessa di quegli incontri, l'attimo da cui si è originato il tutto, la precisione della coincidenza, il caderci dentro fin sopra le braghe. Perché io? Mi sono deciso a ricucire la trama degli eventi sapendo che il peggio è passato, eppure sopravvive e perturba, non posso negarlo, l'idea che un dettaglio continui a sfuggire. Era una mattina come un’altra. L’aria fresca della primavera mi prendeva a schiaffi sul volto tumefatto dal sonno. Cavalcavo la mia fidata Frejus grigio Londra,...
può contenere tracce di etanolo