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Il treno ha fischiato (e ancora nessuno parla di catcalling)

Gennaio, quarta settimana del secondo anno P.C.I. (Post Coronavirus Infection) Un posto in mezzo alla Cianura padana Regaz, provavo una strana sensazione all’idea di tornare a fare avanti e indietro col treno. Era un misto di eccitazione e paura, forse dovuta al fatto che non prendevo treni regolarmente dall’era del cazzeggio universitario, e questa era la parte buona, ma al contempo mi brulicava sottopelle una sorta di sgradevole premonizione, come se qualcosa di brutto stesse per accadere: e avevo ragione, perché quel sesto senso avrebbe presto chiamato in causa tutti gli altri 5, nel mio triste ritorno alla vita su rotaia. Sia chiaro che non voglio parlare di me, ma di un aspetto del trasporto ferroviario che in pochi conoscono: la capacità di accumulare ritardo. In molti strabuzzeranno gli occhi, altri rimarranno a bocca aperta, altri mi crederanno addirittura ammattito! A tutti i lor signori dico: datevi una calmata, e non superate la linea gialla. Va detto anzitutto che il treno ...

Dal DNA al seggio: cosa voteremo è una questione biologica (circa)

Questo contributo è stato pubblicato, in origine, il 17 luglio 2021 sulla piattaforma Quora , dove tuttora si trova, come risposta alla domanda I geni hanno qualche ruolo nella formazione delle opinioni politiche? Quella che segue è una riproposizione integrale - ma aggiornata e rieditata - del contenuto originale.  

Cronaca nera, novax e social media: che ci frega è l'evoluzione

Gli esseri umani sono negativi per natura. Lo sono sempre stati, anche se per necessità. Quando il calcolo delle probabilità non esisteva e il pericolo era all’ordine del giorno, identificare rapidamente una minaccia era fondamentale per la sopravvivenza personale e – in alcuni casi – della specie. Pensare male non era una peculiarità caratteriale: il primo critico professionista avrebbe firmato la sua prima stroncatura solo parecchi millenni più tardi. Eppure, a guardare da vicino, le cose oggi non sembrano poi così diverse. Nonostante un lungo percorso evolutivo, la capacità di valutazione del rischio è ancora poco diffusa. Una buona fetta di popolazione fatica a distinguere un evento nefasto da un andamento, a isolare un caso dalla normalità. Nell’èra dei processi in diretta tv, una morte sospetta suscita più clamore di milioni di vaccinazioni certificate. Le ipotesi si trasformano in fatti, le teorie in leggi; nei castelli di sabbia affittiamo stanze a mezza pensione. Solo il dubbi...

Il mistero delle celebri apparizioni: una storia cremasca

Aprile, l’1, del primo anno D.C. (dopo covid).  Crema.  È passato del tempo dal primo incontro. Molti dei particolari di allora mi risultano ancora familiari. Le sensazioni, i ragionamenti e le emozioni che ne scaturirono sono vive e reali, ma sono cambiati così tanti calendari che accettarle ora è più facile. Mi hanno detto che scriverne mi aiuterà. Lo spero, perché non credo di aver superato tutto. Non mi turba pensare alla catena degli eventi, quanto più  alla sostanza stessa di quegli incontri, l'attimo da cui si è originato il tutto, la precisione della coincidenza, il caderci dentro fin sopra le braghe. Perché io? Mi sono deciso a ricucire la trama degli eventi sapendo che il peggio è passato, eppure sopravvive e perturba, non posso negarlo, l'idea che un dettaglio continui a sfuggire.  Era una mattina come un’altra. L’aria fresca della primavera mi prendeva a schiaffi sul volto tumefatto dal sonno. Cavalcavo la mia fidata  Frejus  grigio Londra,...

Un'esperienza intensa

San Francisco, un giorno come un altro.   Macchine, camion e passeggini intasano ogni via della città. Anche i cunicoli più sconosciuti sembrano una zona di villeggiatura, tante sono le persone che incontro.  Da qualche minuto mi aggiro tra i parcheggi con la verve di un hippy che ha appena smaltito un trip iniziato nel 1972. Mi sembra di scorgere uno stallo vuoto in una via laterale. Libero la frizione e mi ci avvento. Lo riempio in due manovre, da bravo italiano medio. Il luogo dell’appuntamento dev’essere a un centinaio di metri. “Domattina si presenti qualche minuto prima delle ore 9”, mi ha consigliato la farmacista. Guardo l’orologio: le 8 e 35.  Per un pelo. Occhiali da sole, mascherina e sono in strada. La fresca brezza della metropoli scivola dai tetti delle case e mi agguanta le caviglie. Mentre cammino, sguaino lo smartphone e controllo l’indirizzo dell’appuntamento. Lo inserisco in Google Maps per accertarmi sia ancora lì, proprio dove l’avevo trovato ie...

Il successo è un privilegio: 4 mosse per non crepare d'invidia

" ...un successo si verifica quando la persona è abile, si impegna e – possibilmente – ha la sorte dalla sua. Per l'insuccesso basta invece che uno solo di questi fattori venga meno ". [da: Idioti: parte dai social la conquista del mondo ]  Lo ammetto fin dalla prima riga: non ne posso più dei motivatori . Non sopporto chi mi vuole insegnare a vivere la vita e men che meno chi mi vuole spronare a tagliare traguardi professionali a tutti i costi.  Da qualche tempo sui social – e in particolar modo su LinkedIn – riverbera il ritornello per cui il segreto del successo è la fiducia in se stessi . Secondo i guru della motivazione, se non hai il lavoro dei tuoi sogni è perché chi ti ha scartato non ha saputo riconoscere il tuo valore. Come succede ai “normali”, è successo anche a professionisti. Qui di seguito, propongo quattro storie  ricopiate pari-pari dai social network, dove hanno spopolato. Sylvester Stallone : prima del successo si ritrovò così disperato da vendere il s...

Talamore

Una cosa di cui vado fiero sono i miei sogni: giovani e ribelli. Dico giovani perché non c’è nulla di pratico in ciò che il cervello mi propone nottetempo, proprio come in ogni esistenza che non si sia ancora arenata nella fase adulta. Quando si è giovani tutto è ideologico, teorico, impalpabile; così è anche nelle mie perturbazioni oniriche.  Sogno di volare e teletrasportarmi e fare cose che infrangono ogni regola fisica. Vivo alla grande, senza il minimo rispetto delle conseguenze o delle regole sociali. E quando faccio l'amore, ah!, lo faccio in modo astratto e surreale; con persone che non sono persone - e che nonostante ciò non sempre accondiscendono alla mia libido; dentro a spazi che non hanno dimensione; in un tempo che si restringe e si dilata proporzionalmente al piacere. Un atto erotico di pura fantasia, come lo è stato per lunghi anni nella mia sofferta adolescenza. Ma non è questo il punto. Ho sempre relegato la concretezza alla vita reale. L’altra notte, però, qualco...

Pigri si nasce: l'arte dell'ozio è un lavoro per pochi

“ Quando non si sa per che cosa si vive, si vive così come capita, alla giornata; ti rallegri che è passata un'altra giornata, che è venuta la notte e nel sonno affoghi la stupida domanda perché hai vissuto questo giorno e perché vivrai domani ” . [ Oblomov  –  Ivan A. Gončarov, 1859] Chiunque l'abbia sperimentata, sa che la pigrizia crea dipendenza: più stai sul divano, più ci rimarresti. Mentre poltrisci comodamente, il tempo lavora per te. Si dilata, lentamente. Sono convinto che se potessi guardare sul fondo di un buco nero ci troverei nientemeno che un divano. Non potendolo verificare, ho fatto un salto indietro e mi sono chiesto cosa genera la pigrizia. La risposta è dentro di noi. Letteralmente. Lavativi si nasce La pigrizia è una specie di allergia allo sforzo, un atteggiamento comune agli umani, agli animali e in qualche modo anche alle macchine. È descritta come la riluttanza a svolgere una faccenda, un compito o un lavoro nonostante l'effettiva capacità di p...