Questo contributo è stato pubblicato, in origine, il 17 luglio 2021 sulla piattaforma Quora, dove tuttora si trova, come risposta alla domanda I geni hanno qualche ruolo nella formazione delle opinioni politiche? Quella che segue è una riproposizione integrale - ma aggiornata e rieditata - del contenuto originale.
"Se tu nasci torto, Giacomino, muori torto!
Se tu nasci dritto... non è detto che muori dritto...
puoi anche morire torto".
[Aldo Baglio, Anplagghed al cinema]
"C'ho la politica nel sangue"
[paziente rivela la diagnosi nefasta]
Razzisti si nasce o si diventa? L'interesse per la politica si può trasmettere di generazione in generazione? In altre parole: le nostre inclinazioni politiche sono stampate nel DNA oppure si sviluppano nel corso della vita? Stando alla letteratura scientifica ed in particolare alle ricerche nell'ambito della genopolitica [1], l'orientamento politico ha (anche) una base biologica.
Siamo abituati a pensare che le nostre scelte - non solo in termini morali e politici - siano frutto del libero arbitrio, decisioni libere da condizionamenti e dall'influenza delle cerchie sociali. Per decenni, le scienze politiche hanno legato valori politici e attitudini alla socializzazione in età infantile, alle condizioni familiari socio-economiche, al contesto sociale e all'esposizione ai media. L'idea che possano essere un sottoprodotto del nostro corredo genetico suscita nelle persone sentimenti avversi [2].
Genetica e ambiente
Eppure sempre più studi mostrano che un set sostanzioso di atteggiamenti e di strumenti sociali sono innati, e che la genetica è collegata allo sviluppo della propria ideologia attraverso il sistema di neurotrasmissione, il sistema cognitivo, lo spettro emotivo e le caratteristiche psicologiche e personali che si connettono alle preferenze politiche [3].
Se, da una parte, alla genopolitica si guarda con sempre maggiore interesse, dall'altra parte il nodo sull'influenza dell'ambiente sulla genetica non è ancora stato sciolto [4]. Ciò che invece incoraggia i ricercatori è la scoperta che un buon numero di elementi dell'orientamento politico possono essere ricondotti alle influenze della genetica e di un ambiente comune (influenze slegate da quelle che incidono sui test di personalità). Un esperimento del 2011 ha ipotizzato che l'ereditarietà di atteggiamenti specifici potrebbe discendere dall'ereditarietà di orientamenti più generici riguardanti questioni fondamentali della vita di gruppo [5].
L'interesse politico è ereditario?
Questi risultati vanno però interpretati. Come per tutti gli studi sul comportamento e l'orientamento politico dei gemelli, sarebbe sbagliato pensare che l'ideologia discenda da un gene o da un piccolo gruppo di geni. Il comportamento sociale e l'orientamento politico subiscono, invece, l'influenza indiretta dell'interazione tra costellazioni di geni e l'ambiente: è difficile pensare che esista un gene politico, mentre è indubbio l'effetto della genetica sulla formazione di una propria ideologia politica [6].
Sebbene sia sia ancora distanti da stabilire un nesso causa-effetto, alcuni studi hanno iniziato ad identificare quei fattori che potrebbero legare genetica e politica. Una ricerca compiuta su duemila coppie di gemelli svedesi ha rilevato che il legame tra alcuni tratti psicologici - capacità cognitive, controllo personale, estroversione - e la partecipazione politica può essere spiegata dal fatto di possedere un insieme di geni comune[7]. Un'altra ricerca condotta su un campione di gemelli svedesi ha confermato la correlazione tra capacità cognitive ed orientamento politico, spiegata da un fattore genetico comune[8]. Anche i risultati del panel lanciato nel 2015 per studiare le radici genetiche della politica e dell'economia va nella stessa direzione [9], evidenziando che il comportamento umano ha basi biologiche ed ereditarie, e dunque una parte degli interessi in ambito politico, economico e sociale - gli stessi che muovo la cooperazione internazionale, le guerre e le dittature - è influenzato dalla genetica.
Alla base della quotidianità
Lo sappiamo: gran parte della vita di tutti i giorni dipende dalle nostre concezioni politiche. La scelta del gruppo di amici; il quartiere dove vivere; il lavoro; l'affiliazione politica e la militanza; le battaglie personali e molto altro ancora. Tutto questo dipende dai valori, e ancor prima dalle nostre attitudini, che a loro volta danno forma alle esperienze che facciamo e attraverso le quali plasmiamo il nostro pensiero [10]. Una comprensione più profonda del ruolo della generica - così come di quello delle istituzioni e della società - è necessaria per sviluppare una visione più chiara del mondo in cui viviamo, e per la costruzione di una società migliore.
Secondo una ricerca recente [11] la comprensione del ruolo della biologia nelle nostre convinzioni politiche non sempre aiuta a sciogliere il conflitto, a impedire di schierarsi l'uno contro l'altro come se ci si trovasse l'uno al polo opposto all'altro; tuttavia, riconoscere che l'Altro, proprio come noi, non ha il pieno e perfetto controllo delle proprie convinzioni - cioè non è così, come lo vediamo, per mera scelta personale - può aiutare a alleviare la frustrazione e ridurre la violenza che deriva dalla discriminazione della non-appartenenza al gruppo [12] .
Quindi: i geni hanno qualche ruolo nella formazione delle opinioni politiche? La risposta è sì, anche se parzialmente. La ricerca sta facendo passi molto importanti nella comprensione di noi e del nostro comportamento. Alla persona rimane comunque un'importante fetta di responsabilità nel plasmare il mondo e la realtà circostante: rassegnarsi agli istinti significherebbe rinnegare il ruolo della cultura e dello sviluppo personale e sociale, oltreché dei progressi in ambito pedagogico e andragogico.
Alla natura il compito di creare l'umano, alla cultura il renderlo persona.
L'immagine in copertina è di Zabou.
Note e citazioni:
